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Diffidenti e talvolta scontrosi… noi o il cliente? 

E’ palese agli occhi ed all’umore di tutti: la buona accoglienza è un fattore primario per la riuscita di una qualunque trattativa commerciale e nello specifico, di un approccio con il cliente “viaggiatore”. Ognuno di noi infatti nel proprio quotidiano ha avuto a che fare almeno una volta nella vita (spesso anche una volta alla settimana) con una commessa, un cameriere, un cassiere con l’umore nero o peggio ancor maleducato. Da questa comune esperienza dovremmo trarne insegnamento e fare nostro il vecchio proverbio Non fare ad altri quello che non vorresti venga fatto a te”.

Non esistono giustificazioni che tengano, l’accoglienza è un dovere da esercitare sempre e nel migliore dei modi. Quindi a prescindere dai nostri problemi che come tali non interessano ad altri, iniziamo la giornata lavorativa con i migliori propositi. Passiamo la nostra prima mattinata in compagnia di un rituale tutto personale: una tisana, una rivista mentre beviamo il caffè. Pochi minuti di corsa o ancora qualche esercizio di riscaldamento. Entriamo in agenzia e in generale a lavoro con la testa dedita solo al nostro impegno, al cliente. E’ uno sforzo che vi assicuro ripaga di tanti momenti difficili.

Ma logicamente anche se la giovialità e l buona educazione sono fondamentali per l’accoglienza, non dobbiamo sottovalutare il fatto che può accadere che la nostra buona predisposizione si scontri contro un muro di ostilità più o meno palese del cliente. Infatti può accadere, dopo un viaggio più o meno lungo, magari reso più epico da ritardi vari, valigie smarrite, scioperi o malesseri, di trovarsi difronte un cliente indemoniato che non vede altro che difetti in ogni dove. In questo caso (a meno che non siate stati catapultati a vostra insaputa in una puntata di “Quattro ristoranti” o ancor peggio “quattro Hotel”) non dovrete far altro che aspettare il giorno dopo.

Oltre le buone regole dell’accoglienza, un altro modo per colpire positivamente è certamente offrire piccoli doni, da far trovare in camera, come ad esempio una piccola bottiglia di liquore od un sapone, un sacchetto di spezie o un barattolino di marmellata, preferibilmente prodotti tipici del luogo. I produttori locali saranno ben disposti a farvi un buon prezzo in cambio di pubblicità alla loro azienda. Un dono più economico ma comunque di grande effetto, è una fresca bottiglia d’ acqua da offrire al momento del check-in. Non il semplice brindisi di benvenuto, ma un qualcosa che ricordi voi e la vostra agenzia durante tutto il viaggio del cliente. E pazienza se ci capiterà il diffidente che con il sopracciglio inarcato la rifiuterà i vostri doni, non tutti riescono a fidarsi di omaggi della casa o dell’agenzia.

Una dote che se non innata dobbiamo certamente coltivare e fare nostra è quella di immedesimarci, trasferendoci idealmente nelle vicende e nella psicologia del cliente, perché se amiamo essere ascoltati e considerati, saremo sicuramente apprezzati per la nostra buona predisposizione verso gli altri. In un mondo dove siamo pressoché solo dei numeri, dare importanza al prossimo non è dote da poco. E sorridiamo, fa bene a noi ed a chi abbiamo di fronte. Fate emozionare il prossimo viaggiatore, non vi lascerà più!

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