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Vendere un prodotto online non è semplice. Vendere un’esperienza o un pacchetto lo è ancora meno. Viviam

o nell’epoca del tutto e subito, amiamo avere davanti ai nostri occhi la magia della sensazione di avere qualsiasi cosa ad ogni ora del giorno e della notte. Comprare un viaggio, un biglietto particolare o cercare una destinazione online sta diventando quindi spesso e volentieri, non solo un’alternativa ma anche una scelta precisa. ​

Perché accade? Il motivo è molto semplice: Google con i suoi algoritmi riesce facilmente ad intercettare le preferenze e le esigenze degli utenti e con i cookie la storia non è certamente migliorata, bensì decisamente peggiorata. Siamo costantemente sotto l’occhio della lente dei server, che captano le nostre preferenze, trasformandole in proposte concrete. Almeno apparentemente. ​​Quanto vale davvero un algoritmo? Può una macchina sostituire totalmente la figura di un professionista come un agente di viaggio? Direi certamente di no e per diverse ragioni. Una però sostiene la mia tesi rendendola inconfutabile. La tecnologia, nostra alleata in tante situazioni, non prova emozioni. ​​Un agente di viaggio sa cosa vuol dire vendere i propri prodotti. Il calcolo matematico e la formula perfetta che suggerirà ai vostri clienti quale destinazione preferire, rappresenta un competitor solo se non si ama il proprio mestiere. Perché non esiste offerta, tariffa bassa o destinazione online che non possa essere superata e dimenticata con un pacchetto personalizzato e dedicato al cliente che abbiamo fisicamente davanti. Ad ogni paura corrisponde piuttosto l’esigenza di una sempre maggiore formazione e di una costante ricerca di mete e alternative uniche nel loro genere. ​​Entrano ogni giorno in agenzia infinite possibilità di clientela.

 

Dal gruppo di amici al primo viaggio insieme, passando per la famiglia allargata. O magari alla coppia di pensionati desiderosi di partire all’avventura. Ogni persona ha una storia, un momento emotivamente complesso della propria vita da esporci e un viaggio può essere determinante per il loro percorso. L’agente di viaggio si trasforma magicamente in una via di fuga, in un mediatore in un momento di coppia difficile, o ancora in un alleato per combattere la routine del vivere quotidiano. ​​Può un algoritmo porre rimedio quindi alle esigenze di più individui? Direi di no. Questo è un lavoro che solo un essere umano con un bagaglio d’esperienza e di personalità con sé, può risolvere. ​​Ma spesso noi agenti di viaggio ci sentiamo in qualche misura superati. Osserviamo inermi gli acquisti online senza capire il nostro vero potenziale.

L’apatia dello schermo ci rende scontrosi verso chi attraversa la nostra porta esclamando di aver visto online un’offerta speciale. Quel tipo di cliente non va abbandonato e anzi andrebbe convinto del contrario. Care colleghe e cari colleghi, noi vendiamo emozioni. Ricordi. Pelle d’oca. Vendiamo scatti da condividere. Vendiamo qualcosa di eccezionalmente unico e irripetibile, come i nostri clienti. Prima lo capiremo, prima l’algoritmo di google non sarà un nostro problema. ​​

Abbiamo tra le mani l’unico algoritmo che conti davvero: quello del cuore.

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